[Anteprima] Viaggiare con Dante

Dante, l'illustre

La Medaglia Uomini Illustri XX.36.18 è una testimonianza particolarmente interessante del clima ideologico e culturale dell'Italia post-unitaria.



Per Ezra Pound / il miglior fabbro.

(Thomas Stearns Eliot, La terra desolata, 1922)


La medaglia celebrativa del sesto centenario della nascita di Dante, realizzata dagli incisori Francesco e Giovanni Vagnetti (in bronzo e di mm 53,70), è un importante documento che ben sintetizza il carattere e il contesto storico e politico delle celebrazioni che si organizzarono nel 1865 in onore del Sommo Poeta.

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DANTE ALIGHIERI nel giro. Busto del poeta a sinistra; sotto F. VAGNETTI E FIGLIO FECERO.
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AL PRECURSORE DELL’ITALIA UNA NEL VI CENTENARIO nel giro. Figura allegorica dell’Italia stante a sinistra che solleva con le mani un’urna cineraria con la scritta CENERI DI DANTE; sullo sfondo a sinistra la facciata di Santa Croce, a destra il Duomo di Firenze; sotto la linea dell’esergo, FIRENZE 1865.

Innanzitutto, si trattò della prima grande festa nazionale per il nuovo Regno d’Italia (nato nel 1861) e per di più in una Firenze che era non solo la città che a Dante aveva dato i natali, ma che dal 3 febbraio di quello stesso anno era divenuta nuova capitale d’Italia. La legenda AL PRECURSORE DELL’ITALIA UNA doveva esaltare il poeta fiorentino come precursore dell’unità nazionale, come simbolo unitario non solo in campo culturale, ma anche in campo politico, che ben si prestava, secondo la classe dirigente dell’epoca, ad essere condiviso in una Italia appena unificata e monarchica.

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rovescio

La personificazione dell’Italia, rappresentata al centro sul rovescio e che sorregge l’urna con le ceneri di Dante, fa riferimento non solo al ritrovamento fortuito, avvenuto nel 1865, delle ossa di Dante, all’interno di una cassetta lignea, durante i lavori di restauro dell’area adiacente alla tomba, da tempo inglobata nelle strutture cimiteriali della chiesa dei francescani a Ravenna, ma anche alla richiesta di restituzione delle stesse avanzata, sempre in quello stesso anno, da Firenze per sanare quel permanente effetto di un torto avito (erano stati i Guelfi neri fiorentini nel lontano 1302 a esiliare Dante dalla sua città, solo perché vicino ai Guelfi bianchi!) e alla quale si era sempre opposta la città romagnola, che lo aveva accolto e nella quale era morto. Accanto alla personificazione dell’Italia, a sinistra, è rappresentata la facciata della basilica di Santa Croce di Firenze, santuario delle Glorie Italiane, davanti alla quale fu collocata e inaugurata in pompa magna la statua di Dante, poeta della patria. A destra, invece, appare il Duomo di Firenze, Santa Maria del Fiore, per la sistemazione della cui facciata fu bandito, in quello stesso anno, il terzo concorso (Dante Alighieri nelle medaglie, p. 76; SATTO, Simbolo cittadino, pp. 213-25; CONTI, L'inaugurazione simbolica, pp. 69-81).

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dritto

[Testo a cura di Eleonora Giampiccolo]