diu volare freq(ue)nter move(n)
eo q(uod) h(abe)nt alias curtas et pen
nas et p(ro) eo q(uod) habent dist(n)
tias int(er) pennas non pos(sun)t
las ut quiescent du(m) tenant
tant modum movendi a
La a presenta l’occhiello in basso chiuso da una linea leggermente curva.
dines h(uius)modi relevantur
La b ha l’occhiello aperto e il tratto verticale poco sviluppato.
a fatigat(i)one. Est etiam q(ui)
alas conclusas et p(er) vicissitu
La g ha una forma peculiare con occhiello inferiore chiuso e legata con la lettera che segue.
La r ha due forme: diritta nella maggioranza dei casi e rotonda dopo una lettera curva (b, d, g, p).
Nella t l’asta verticale spesso sorpassa un poco il tratto orizzontale molto piccolo.
La d è di forma onciale.
L’h presenta il secondo tratto che scende oltre il rigo di scrittura.
La c ha una forma simile alla t ma priva di prolungamento a sinistra del tratto orizzontale.
Spesso i tratti ricurvi di due lettere vicine sono talmente accostati da sovrapporsi in parte (cfr. Regole di Meyer).
Si trovano legature di origine corsiva come st e ct.
La u rotonda può avere forma di v acuta in principio di parola: alle due forme non corrisponde distinzione di suono.
Accanto alla s diritta (minuscola) torna in uso la s rotonda (maiuscola), specialmente alla fine delle parole.
Un trattino indica un’abbreviazione generica.
Compendio per per ovvero un trattino sottile che interseca il tratto verticale della p.
Abbreviazione per -orum/-arum in fine di parola con r tonda intersecata da un trattino obliquo.
Compendio per pro ovvero un trattino diagonale che parte dalla fine dell’occhiello e si sviluppa verso sinistra.
Un trattino ondulato che sormonta la q sta per -ua.
S finale soprascritta.
q(uonia)m p(er) hec iuvantur a(m)plius
Et è abbreviato col segno tachigrafico.
Un riccio sopra la b sta per -is finale.
Titolo corrente indicante la numerazione dei capitoli: LXXVII.
Abbreviazione per quod.
che v’era p(er) lo marchese et p(er) la Chiesa, p(er)
et cacciarono de la città la signoria
digna, la quale li fu privilegiata p(er) Pa
sop(er)chi i(n)carichi che faceano loro.
Co(m)e il giudice d’Alborea di Sardig(n)a si rube
Nel decto anno et mese d’aprile, fa
lieri p(er) venire a pr(en)dere l’isola di Sar
do facta murare Villa di Chiesa et più
et bene del terzo di Sardigna, a dì XI d’apri
recchiame(n)to di navile et di cava
pa Bonifazio VIII°, il comune di Pisa,
llò da Pisani ad petitio(n)e del re di Raona.
cendo il Re di Raona gra(n)de appa
dati che si trovarono i(n) sue terre, et ezi
Re di Raona, aven(n)e che ‘l decto giudice,
le tradì i Pisani et si rubellò da lloro p(er) trat
altre fortezze, et ma(n)datovi ge(n)te a cha
il quale tenea ed era signore d’Arestano