-h- aggiunta nell’interlineo.
ti- correzione forse su u.
-s corretta su m erasa e, più avanti, nella parola abluat la seconda -a- corregge su altra lettera, forse i. La mano che interviene è forse la stessa della correzione al f. 69v, r. 5.
La prima -s- è tracciata su precedente c.
Poscit turba nocens. Regni possessor inertis
-u(m) corretto da un’altra mano con inchiostro più scuro.
Ipse canet Siculis genitor Pompeius in arvis:
Que(m) tumulus Nili, que(m) Tibridis adluat unda,
Quęritur, et ducib(us) tantu(m) de funere pugna est.
È caratteristica la forma abbreviata di -p(er)- con segno di tipo continentale.
Nel codice Fortunam con -m parzialmente erasa.
Ęterni chalibis nodis et carcere Ditis
Me reticente dabunt; tibi certior om(ni)a vates
Tu fatu(m) ne quęre tuu(m): cognoscere Parce
Carminib(us) magicis op(us) est herb(is)q(ue), cadaver
Una lineetta semplice interseca la lettera dando origine ad un'abbreviazione.
Ille quoq(ue), incert(us) quo te vocet, und(e) reppellat,
O miseranda dom(us), toto nichil orbe videbis
Quas iubeat vitare plagas, quę sidera mundi.
Pompeio servare locum. Ne gl(ori)a parvę