3v: Reg.lat.708 — facienda sunt in opere,
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- Reg.lat.708
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facienda sunt in opere, iam facta sunt in divina praedesti
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- 1r-4v Isidorus, s., arciv. di Sevilla: Sententiae (fragmenta)
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Il segno d’interpunzione in forma di punto e virgola è aggiunto da una mano posteriore.
Lo scriba aveva forse iniziato a tracciare un’altra lettera dove poi ha scritto -m, cui segue uno spazio bianco della lunghezza di circa tre lettere.
Nell’interlineo un altro lettore, tre o quattrocentesco, ha scritto con inchiostro più scuro bardelle.
Dove ha scritto a di amorem , lo scriba aveva in un primo momento principiato una lettera diversa.
Nel codice niobis per il particolare modo di tracciare la n che contraddistingue talvolta questo scriba.
Così nel codice.
La a è sempre aperta, si distingue dalla u per il tratto finale rotondo e spesso forma legatura con la lettera che segue.
La g è di forma maiuscola, con lunga coda.
La t è in tre tratti.
La d può avere forma onciale o minuscola.
La e in legatura sorpassa le altre lettere, può avere l’occhiello aperto o chiuso.
La f ha la coda lunga ma non si innalza sopra le altre lettere.
La i ha due forme: piccola e alta. Assume la forma alta quando è semivocale e quando si trova in principio di parola; è preferita la forma piccola se segue una lettera alta.
Si noti nel caso della i alta la forma biforcuta simile ad Y.
La n spesso lega con t e g.
La r e la s si somigliano, pur essendo diverse nella parte superiore.
La t oltre la forma caratteristica può assumere altre forme quando è in legatura. Al tempo di Isidoro si trova la distinzione grafica della sillaba ti tra il suono duro (ti) e il suono della sibilante (tj). Le due forme diverse sono state introdotte solamente alla fine del IX sec. Tale distinzione grafica è probabilmente di origine italiana e fu adottata per facilitare la lettura liturgica dopo la fine del IX sec.
La u è di piccole dimensioni e soprascritta, come in questo caso.
Monogramma per kaput all’inizio dei capitoli. Come in tutte le abbreviazioni della visigotica sono presenti solamente le consonanti della parola (cfr. sicut al r. 13).
Si noti la peculiare forma di -qui.
Si noti l’abbreviazione posta sotto la lettera (in generale: dopo b, l, n e t = -is).
Si noti l’abbreviazione posta sopra la lettera (in generale: dopo b, d, i, m e n = -us e dopo q = -ue).
Una mano diversa da quella del copista ha aggiunto sopra f una h. La stessa mano:
· al r. 10 corregge in mandavit espungendo la -b- e sovrascrivendole v (l’inversione b/v è una forma ortografica che dipende dalla pronuncia);
· al r. 15 aggiunge h nell’interlineo prima di istoria e corregge in prophetiis aggiungendo una seconda -i- nell’interlineo;
· al r. 22 corregge in debeamus tracciando una b direttamente sopra la -v-;
· al r. 23 ha così corretto da precedente interpreto (?) aggiungendo un trattino in basso alla o e alle lettere ri.
natione? Nob(is) igitur temporaliter accidunt, que a co(n)ditore
omnium sine tempore providentur. K(api)t(ulum). Propterea profetia
rer(um) futurar(um) gesta presentib(us) miscet reb(us), ut ita creda(n)tur
illa futura, quemadmodum ista cernuntur esse co(m)pleta.
More enim suo per praesentia de futuris loq(ui)tur, s(i)c(u)t in p(er)sona
Ih(e)r(u)s(a)l(e)m de Ęcl(esi)a et s(i)c(u)t in p(er)sona Efraim de hereticis. K(api)t(ulum).
Pro factis divinis pler(um)q(ue) et dicta ponuntur; idcirco q(ui)a
non operatione manuum D(eu)s, sed dicendi imperio operatur,
s(i)c(u)t scriptum est: «Dixit et facta sunt, mandauit et
creata sunt». K(api)t(ulum). Quod in scripturis s(a)c(r)is una bis reppetitur
sententia, aut conformationis causa est, aut misterii,
s(i)c(u)t lex et gr(ati)a, s(i)c(u)t initium et p(er)fectio, s(i)c(u)t bon(um) et
melius. K(api)t(ulum). Lex divina in trib(us) distinguitur partibus:
id est, in istoria, in praeceptis et in prophetis. Istoria est
in his que gesta sunt, praecepta in his que iussa sunt, profetia
in his q(ue) futura pronuntiata sunt. K(api)t(ulum). Lex divina triplici
sentienda est modo: primo ut istorice, secundo tropo
logice, tertio ut mistice intellegatur. Istorice namq(ue)
iuxta litteram, tropologice iuxta moralem scientiam,
mistice iuxta sp(iritu)alem intellegentiam. Ergo sic istorice
oportet fidem tenere, ut eam et moraliter deueamus
interpretari et sp(iritu)aliter intelligere. K(api)t(ulum). Tria et septem
decem precepta sunt, sed tria ad amorem D(e)i p(er)tinent,
septem ad hominu(m) dilectionem. Illa tria quę ad D(eu)m p(er)
tinent, in una tabula scripta fuerunt; reliqua septem
U aggiunto in interlinea.
Desunt: aggiunta posteriore.