Tazia: inviata da Vesta, è una giovane donna ammantata di oro e di cremisi, incoronata da un velo ricadente da una corona di lauro; ella porta con sé un setaccio dorato e il suo emblema, un antico vaso anch’esso in oro, carico di fiamme e di fiori.
Il leone e l’uomo selvaggio: un figurante travestito da felino balza fuori dalla struttura del monte (f. 84v), mettendo in scena ogni sorta di acrobazie, mentre ‘l’uomo selvaggio’ tenta di catturarlo.
Orfeo: inviato da Apollo, è un uomo anziano e distinto, con un copricapo all’orientale e un ampio mantello in seta blu; porta con sé l’emblema del grifo d’oro che abbranca un arbusto di lauro raggiato di sole.
Il monte degli Ebrei: introduce alla parte finale relativa ai doni delle città e delle comunità del territorio pesarese; la struttura semovente entra in scena accompagnata da Booz, figura tratta dall’Antico Testamento, protagonista del Libro di Ruth. La sua recita anticipa un balletto offerto dalla comunità ebraica di Pesaro, nella quale dodici giovani celebrano il rigoglio delle terre affidate loro da Costanzo.
La Regina Ebrea: dono della comunità ebraica di Pesaro, numericamente piuttosto consistente; ella, dopo il suo ingresso su una struttura semovente a forma di elefante, tiene un discorso in ebraico tradotto dai suoi tedofori.