1r.[01.fx.a000]: Pap.Vat.lat.6 — omnibus habeant potestatem. Contra
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- Pap.Vat.lat.6
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omnibus habeant potestatem. Contra quam etiam in
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- Documento di Ravenna
Altre annotazioni in questo foglio
La a è sempre aperta, assomiglia ad una u, dalla quale si distingue per il piccolo occhiello verso destra mediante il quale lega con la lettera successiva.
La c è in due tratti e lega con la lettera seguente o precedente.
La e assume diverse forme adattandosi a molteplici legature. Il tratto inferiore si lega con le lettere che precedono mentre il tratto mediano permette la legatura con la lettera che segue. Il tratto superiore forma con il mediano un occhiello, che nelle legature permette la distinzione dalla c.
La g è caratterizzata da una legatura con la lettera seguente mentre il tratto inferiore forma una curva serpeggiante.
La i si lega alla lettera precedente e può essere breve o alta.
La o ha una forma molto piccola e si lega alla lettera precedente.
La r e la s hanno forme molto simili con l’unica differenza che, mentre la r ripiega bruscamente in forma angolosa, la s ha una forma più tondeggiante.
La t è in due tratti, lega con la lettera precedente tramite il primo tratto somigliando alla c, da cui si distingue per il fatto che può legare anche a destra. In legatura può assumere una forma capovolta.
La u mantiene la sua forma ma non lega mai con la lettera che segue.
Le abbreviazioni sono rare e sono le stesse della capitale libraria. In particolare:
- s.s. = supra scriptae;
- s.c.a = sancta;
- Rav. = Ravenna/Ravennate;
- P.d.ta = praedicta.
La lettura di -st- è incerta.
La lettura di -ta- è incerta.
ri[t]e possedetur ita et a me traditur a praese[n]ti d[ie]
s(upra)s(crip)tae s(an)c(t)ae ecclesiae Rav(ennati) pro remedium animae meae
im perpetuo possedendum. Venientem mihi ex deṣṭ(inatione)
s(upra)s(crip)tae q(uon)d(am) Theudifarae, patronae meae, quam mihi con
cessi tad confirmandam libertatem; de quam praefa
tam portionem meam in integro fundi s(upra)s(crip)ti Baloniani
cum omnibus ad se generaliter pertinentibus reteneo
mihi usufructu dierum decem, quod possit supra
dictae s(an)c(t)ae Rav(ennati) ecclesiae actoribusque eius, ut leges
censeunt, pro sollemni et corporali traditione constͅaͅreͅ
Post vero transactos dies usufructuarios meos memo
ratam portionem fundi s(upra)s(crip)ti p(rae)d(ic)ta ecclesia Rav(ennas) actores
que eius habeant, teneant, possedeant, iuri dominioque
more, quo voluerit, im perpetuo vindicet atque defendant
[vel] quidquid ex eadem portionem iuris mei facere malu
erint, per quolibet contractu, liberam et perpetem in
revocabilem donationis meae paginam polliceor num
quam esse venturam, neque per me neque per heredes
successoresque meos, adversus p(rae)d(ic)ta s(an)c(t)a ecclesia Rav(ennate)
actoresque eius, quoniam et legebus cautum est, ut quod
semel in loca venerabilia donatum vel quoquo modo