1032: la data qui indicata è erronea, poichè la data corretta del documento, indicata al f. 8r, è 27 dicembre 1019 (VIII anno di pontificato di Benedetto VIII).
La scrittura utilizzata per questa Biblie Parisienne prende il nome di littera Parisiensis: è una textualis particolare dalle dimensioni minori e di esecuzione meno calligrafica. I tratti verticali sono talvolta lievemente inclinati a sinistra, l’altezza delle lettere è inuguale e la scrittura non poggia sulla riga ma è leggermente sollevata. Si può notare il forte contrasto tra tratti pesanti e tratti sottili. La littera Parisiensis appare abbastanza ordinata, nonostante l’uso della penna a taglio obliquo.
La u rotonda può avere forma di v acuta in principio di parola: alle due forme non corrisponde distinzione di suono. La u/v iniziale è sempre di forma maiuscola e potrebbe confondersi con la b la cui asta al pari delle aste alte in generale non è mai troppo pronunciata.
Accanto alla s diritta (minuscola) torna in uso la s rotonda (maiuscola), specialmente alla fine delle parole. L’asta della s diritta è allungata verso il basso in modo tale da finire per assomigliare ad l.
Nella t l’asta verticale spesso sorpassa un poco il tratto orizzontale molto piccolo e volto quasi esclusivamente verso destra: riesce difficile distinguere la t dalla c.
La grande I iniziale di In principio, decorata e abitata con la Creazione contenuta in sette formelle romboidali, occupa parte della colonna di sinistra per la sua intera altezza. Si noti l’uso in particolare dell’inchiostro blu e rosso e di quello nero per la definizione di tutti i contorni.
Numerose sono le abbreviazioni per contrazione: ad un’abbreviazione per troncamento viene aggiunta la desinenza finale, come nelle parole apostolos, animos, prophetas, testimonia, super, esse.