Miniatura tabellare assegnata ad Alessandro Leoni, a chiusura di Inferno XVI, ma con l’anticipazione dei contenuti del canto successivo; nel cerchio degli usurai, Dante è di fronte a tre di essi, dal corpo martoriato dalla pioggia di fuoco e quasi completamente nascosto dalle grandi bisacce che portano al collo – su di esse, tre diversi stemmi: di rosso all’oca passante di bianco (famiglia degli Obriachi), di bianco alla scrofa passante di azzurro (famiglia degli Scrovegni), di giallo al leone rampante di azzurro (famiglia dei Gianfigliazzi). In secondo piano, Virgilio nel Flegetonte getta la corda che Dante si era sciolto dai fianchi, mentre dal fiume emerge Gerione.