Classici Latini Evoluzione e trasmissione di opere classiche [di M. Buonocore]

Vat.lat.3715

Informazioni sul manoscritto

Resource type:
Manuscript
Collection:
Vat.lat.
Segnatura:
Vat.lat.3715
Biblioteca:
Biblioteca Apostolica Vaticana
Datazione:
sec. XV/XVI
Paese:
Italia
Materiale:
Cart.
Altezza:
310
Larghezza:
205
Numero fogli:
IX. p. 64. VI
Nota generale:
De rebus bellicis; Notitia dignitatum.
Exhibit Tags:
De rebus bellicisNotitia dignitatum

Descrizione

Bibliography:
F. Ubaldini, Vita di mons. Angelo Colocci: edizione del testo originale italiano (Barb. Lat. 4882), a cura di V. Fanelli, Città del Vaticano 1969 (Studi e testi, 256); V. Fanelli, Ricerche su Angelo Colocci e sulla Roma cinquecentesca, introduzione e note addizionali di J. Ruysschaert, indici di G. Ballistreri, Città del Vaticano 1979 (Studi e testi, 283); Vedere i classici, pp. 507-513; Angelo Colocci e gli studi romanzi, a cura di C. Bologna, M. Bernardi, Città del Vaticano 2008 (Studi e testi, 449); Manuscrits classiques, III.2 pp. 319-320.
Impaginazione:
Diversi tipi di specchio scrittorio (per es.: p. 3, a piena pagina, mm 96x10, di 15/15 ll./rr.; p. 5, a piena pagina, ma su quattro colonne, mm 275x170, di 40/41 ll./rr., mentre a p. 6 le colonne sono due; p. 32, a una colonna, mm 155x80, di 22/23 ll./rr.); rigatura a inchiostro bruno molto evidente e alla mina (assente in Derolez); bianche o parzialmente bianche le pp. 11, 14, 17, 20, 23, 30, 42, 44, 53-55, 58.
Foliazione:
Manuale moderna in cifre arabiche a inchiostro bruno, indica le pagine solo sul recto, con la corrispondente cifra dispari; indicata a lapis in alto a sinistra in cifre arabiche la p. 50; il primo foglio è indicato con I da altra mano, a inchiostro bruno scuro.
Scrittura:
Umanistica corsiva
Scrittura - Nota:
Unico copista con qualche sporadica glossa marginale quasi contemporanea alla confezione del ms.; a f. Iv, annotazione di Angelo Colocci ("p[er] Donatum") al di sotto della indicazione "Inventu(m) fuit hoc opus i(n) basilea urbe supra rhenum | posita, anno dominice nativitatis M CCCC XXXVI°"; mentre a p. 59 si legge: "Exemplata est hec cosmographia q(ue) Scoti dicitur ad theodosiu(m) Augustum cum picturis ex vetu|stissimo codice q(ue) h(ab)ui e spirensi bibliotheca Anno d(omi)ni 1436 k(a)l(endis) Ian(uariis) Dum ego Petrus Donatus Dei pa|tientia ep(iscopu)s patavinus vice s(ervi) d(ei) e(ugenii) pape IIII g(e)n(er)ali Basiliensi concilio presiderem" (Manuscrits classiques, III.2 pp. 319-320).
Decorazione - Nota:
15 miniature a piena pagina (pp. 2, 7, 8, 10, 13, 16, 19, 22, 25, 27, 34, 36, 38, 40, 46, da un massimo di mm 187x145 a p. 2, a un minimo di mm 185x151 a p. 8); 15 miniature tabellari (pp. 1, 3, 4, 28, 32, 48, 50, 51, 52, 57, 59, 60, 61, 62, 64; da un massimo di mm 160x154 a p. 3, a un minimo di mm 99x86 a p. 1); 1 disegno in campo aperto a p. 56; l’intero apparato illustrativo è eseguito a inchiostro e ad acquerello, con una tavolozza pittorica in giallo, blu, rosa e con lamine metalliche oro e argento.
Legatura -Nota:
Su quadranti in cartone rivestiti in marocchino rosso e decorati con doppio filetto in oro e con gli stemmi di Pio VI (1775-1799) e del card. bibliotecario Francesco Saverio de Zelada (1779-1801) a impressioni in oro; dorso a 5 nervi anch’esso impresso in oro, nel secondo tassello segnatura "3715" e negli altri motivi iconografici; le controguardie anteriore e posteriore e i ff. di guardia Ir e VIv sono in carta marmorizzata a pettine.
Stato di conservazione:
Ottimo, qualche lieve elemento di degrado per le lamine metalliche.
Segnature di fascicoli:
Non presenti.
Verba reclamantia:
Non presenti.
Filigrane:
Briquet 203 e 204, Lucca 1504.
Altro autore:
Giardina, Andrea, 1949- [external]
Pellegrin, Elisabeth, 1912-1993 [external]
Fanelli, Vittorio [external]
Ruysschaert, José, sac., 1914-1993 [external]
Bologna, Corrado [external]
Bernardi, Marco [external]
Ubaldini, Federico, conte, 1610-1657 [external]
Altro nome:
Colocci, Angelo, vesc. di Nocera Umbra, 1474-1549 [owner]
Eugenius PP. IV, 1383-1447 [person]
Donà, Pietro, vesc. di Padova, 1428-1447 [person]
Pius PP. VI, 1717-1799 [owner]
Zelada, Francesco Saverio de, card., 1717-1801 [owner]
Agustín, Antonio, arciv. di Tarragona, 1517-1586 [person]
Lingua:
Latino.
Alfabeto:
Latino.
Storia:
Alle pp. 1, nel foglio inserito tra le pp. 1-3, 4 5, 64 timbri della Biblioteca Apostolica Vaticana. Nel ms. Reg. lat. 2023, a f. 27r, è presente un biglietto di Antonio Agustín (1517-1586), nel quale egli chiede di poter avere il ms. Vat. lat. 3715, appartenuto alla biblioteca di Colocci: «V(ostra) S(ignoria) mi farà gratia hauere di Monsignor Colotio Higynio de limitibus scritto a penna insieme con altri di simile argomento tutti in uno uolume; et l’indice dignitatum civilium militariumque in Oriente cum insignibus cuiusque magistratus, di detto monsignore».

Testo del curatore

Manoscritto di medio formato e cartaceo, tramanda una serie di testi, probabilmente compilati tra la fine del secolo IV e gli inizi del successivo, relativi all’organizzazione (territoriale, amministrativa, politica, militare) dell’Impero romano sia d’Oriente sia d’Occidente; in alcuni casi essi forniscono importanti informazioni a oggi non rintracciabili in altre fonti (Scheda nr. 313, pp. 210-211; cfr. anche Cavallo, Libri e continuità, pp. 603-605). La peculiarità della raccolta è il suo strettissimo rapporto con le immagini, in special modo per il De rebus bellicis e per la Notitia dignitatum: nel Vat. lat. 3715– come anche nel ms. Barb. lat. 157 (cfr. Giardina, Schede nrr. 151-152, pp. 507-513) – un articolato ciclo illustrativo commenta il testo sia con riquadri intercalati a esso sia con tavole a piena pagina. Il codice vaticano non si discosta, in tal senso, dagli altri esemplari dell’ampia e problematica tradizione manoscritta (come ad esempio Paris, Bibliothèque nationale de France, ms. lat. 9661 e Oxford, Bodleian Library, ms. Canon. Misc. 378; Maier, The Giessen, Parma, pp. 96-141; Id., The Barberinus and Munich Codices, pp. 960-1035; Reeve, Notitia dignitatum, pp. 253-254; Clemente, La Notitia dignitatum, pp. 117-136; Scheda nr. 313, pp. 210-211; Bauer-Eberhardt, Die Illuminierten Handschriften, 126-128), tutta realizzata tra i secoli XV e XVI e derivante – in maniera diretta o indiretta – dal Codex Spirensis, un codice carolingio che è stato datato al 900 circa, dal 1542 custodito nella biblioteca del duomo di Spira, fin quando nel 1672 se ne persero le tracce (a oggi ne rimane solo un frammento privo di illustrazioni conservato presso lo Schloss Harburg, Fürstlich Oettingen-Wallerstein’sche Bibliothek, MS I, 2, 2°, 37; cfr. Maier, The Giessen, Parma, pp. 96-141; Id., The Barberinus and Munich Codices, pp. 960-1035, in particolare per i rapporti tra il Barberiano e il Codex Spirensis; Alexander, The Illustration, p. 99; Clemente, La Notitia dignitatum, pp. 117-136; Scheda nr. 313, pp. 210-211). Non è a oggi possibile stabilire se esso riflettesse la facies di un archetipo tardoantico – forse un oggetto di lusso realizzato per un imperatore (ed è stato suggerito il nome di Valentiniano III [425-455], cfr. Scheda nr. 313, pp. 210-211) – oppure di un altro manoscritto ugualmente carolingio (cfr. Alexander, The Illustrated Manuscripts, pp. 79-80; Id., The Illustration, p. 102). E proprio a proposito del Codex Spirensis, a p. 59 del Vat. lat. 3715, lo scriptor ha copiato un’annotazione molto interessante che mette in relazione il manoscritto vaticano con il codice lat. 9661 della Bibliothèque nationale de France, Paris, copia derivata dal Codex, illustrata da Péronet Lamy (Scheda nr. 313, p. 211), miniatore del duca Amedeo di Savoia, e realizzata per Pietro Donato (Menniti Ippolito, Donà, Pietro, pp. 789-794), vescovo di Padova, che nel 1436 si trovava a Basilea per i lavori del Concilio.

Pur nella loro veste quattrocentesca o tardo rinascimentale, è stato possibile per gli studiosi della miniatura intravedere in questo corpus di codici, come in filigrana, alcune caratteristiche formali che, attraverso l’esemplare carolingio – il Codex Spirensis –, dovevano derivare da un archetipo tardoantico, aprendo in tal modo interessanti scenari sulla mise-en-page del libro illustrato agli albori della sua storia (Alexander, The Illustrated Manuscripts, p. 78; Id., The Illustration, pp. 103-015). Da questo punto di vista, il Virgilio Vaticano è stato il confronto più spesso evocato, proprio per il peculiare rapporto tra testo e immagine che in esso si sviluppa e per l’equilibrio che in esso si crea tra queste due componenti. È stato inoltre suggerito che la sua esecuzione possa essere avvenuta in prossimità cronologica con quella degli esemplari più risalenti di Notitia dignitatum e di De rebus bellicis (Clemente, La Notitia dignitatum, pp. 120-121), così come un altro interessante accostamento è stato quello con un manoscritto di VI secolo dell’Agrimensura (Wolfenbüttel, Herzog August Bibliothek, Guelf. 36.23 Aug. 2°; Heinemann-Nr. 2403; Alexander, The Illustrated Manuscripts, pp. 76-77; cfr. anche il ms. Pal. lat. 1564 di epoca carolingia). Jonathan Alexander ha riflettuto, in particolar modo, su alcuni aspetti formali adottati nel ciclo illustrativo dei codici che tramandano questi testi, come l’adozione della cosiddetta prospettiva a volo d’uccello e della prospettiva ribaltata, l’una e l’altra ricorrenti ad esempio nei mosaici della navata centrale di Santa Maria Maggiore a Roma, risalenti alla prima metà del secolo V e quindi proposti anch’essi come confronto (Alexander, The Illustrated Manuscripts, pp. 76-78; Id., The Illustration, pp. 102-013). Altro termine di paragone sono i dittici consolari, supporti scrittori molto diffusi nella tarda-antichità, le cui valve esterne erano spesso riccamente decorate, soprattutto negli esemplari realizzati in avorio, come accade in quello dei Simmachi e dei Nicomachi (Alexander, The Illustrated Manuscripts, pp. 78-79; Clemente, La Notitia dignitatum, pp. 120-121; per questioni più specifiche relative all’illustrazione cfr. anche Grigg, Illustrations and Text, pp. 204-210).

Il Vat. lat. 3715 fu a lungo nella prestigiosa collezione libraria di Angelo Colocci (1474-1549), «una delle più ampie e ragguardevoli della stagione umanistica» (Bianchi, Nella biblioteca di Angelo Colocci, p. 157; Ead., Per la biblioteca, pp. 277-282), specchio dei suoi interessi che spaziavano «dalla ricerca antiquaria, alla riflessione filologico-linguistica e naturalmente storico-letteraria» (Bernardi, Angelo Colocci, p. 75), «alle ricerche sui pesi e le misure antichi» (Bologna - Bernardi, Il "punto" su Angelo Colocci, p. VII); in essa erano inoltre presenti classici latini, opere di filosofia, traduzioni di autori greci (Colocci, Angelo, pp. 107-110). Numerose note di varia natura testimoniano, tra i fogli del codice vaticano, la mano del vescovo di Nocera (cfr. i «deest», ad esempio alle pagine 21-22, che correttamente rilevano le molte lacune testuali); particolarmente interessante è quella apposta a p. I che fa probabilmente riferimento al Virgilio Mediceo, altro prezioso esemplare della biblioteca colocciana: «Virgilio litteris maiuscolis scripto» (manoscritto oggi conservato a Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 39.01; cfr. Mercati, Il soggiorno del Virgilio Mediceo, pp. 525-545); anche il cosiddetto Canzoniere M, la più antica raccolta di poesia italiana a oggi conservata, figurava tra i suoi libri (Paris, Bibliothèque nationale de France, ms. fr. 12474; Bianchi, Nella biblioteca di Angelo Colocci, p. 157).

Insieme al Vat. lat. 3715, Colocci possedeva un’altra copia del De rebus bellicis, tramandata da f. 304r del ms. Vat. lat. 3353, un volume miscellaneo giunto in Biblioteca Vaticana forse per il tramite di Fulvio Orsini (cfr. infra): a differenza del Vat. lat. 3715, esso non è però corredato da un apparato illustrativo, forse previsto come sembrano indicare i numerosi spazi bianchi tra una porzione di testo e l’altra (Fanelli, Le lettere di mons. Angelo Colocci, pp. 87-88).

La collezione del vescovo di Nocera, ancora tutta da indagare in maniera sistematica nonostante i molti studi su di essa, è confluita in Biblioteca Vaticana probabilmente in tre momenti distinti, forse dopo essere «rimasta nei depositi della biblioteca papale» o «dopo aver sostato per alcuni lustri nelle mani di altri collezionisti» (cospicuo il gruppo di codici conservati nella raccolta di Fulvio Orsini; Bernardi, Angelo Colocci, p. 76; per tali aspetti cfr. Mercati, Il soggiorno del Virgilio Mediceo, pp. 542-544; Bernardi, Angelo Colocci, p. 76; in occasione della giornata di studi in onore di mons. Paul Canart [Biblioteca Apostolica Vaticana, 21 settembre 2019], Giacomo Cardinali ha partecipato con una relazione, attualmente in corso di stampa, dal titolo «Il profeta e il monsignore: quarantasette nuovi manoscritti (e tredici nuovi stampati) di Angelo Colocci nella Vaticana e alla Nazionale di Parigi», nella quale ha proposto una ampia e aggiornata ricostruzione delle vicende delle collezioni libraria e antiquaria di Colocci).

Al Vat. lat. 3715 fa probabilmente riferimento, infine, Antonio Agustín (1517-1586), vescovo di Tarragona, «giureconsulto insigne e anche archeologo» che «ebbe un posto importante nel concilio di Trento», fine studioso che visse a Roma negli stessi anni di Colocci pur essendo più giovane di una generazione (Ubaldini, Vita di mons. Angelo Colocci, p. 48 nt. 58). In un biglietto conservato a f. 27 nel ms. Reg. lat. 2023 privo della data e del nome del destinatario – da individuare forse nell’allora bibliotecario della Biblioteca Vaticana, Guglielmo Sirleto (1572-1585) –, Agustín chiede di avere in prestito, tra gli altri, il Vat. lat. 3715 (Ubaldini, Vita di mons. Angelo Colocci, p. 122, per la trascrizione del biglietto).

Bibliografia generale

Descrizioni interne

p. 1-4

De gradibus cognationum, Regiones seu Curiosum urbis Romae, De rebus bellicis (estratti)

Locus:
p. 1-4
Altro autore:
Ulpianus, Domitius, m. 228 [internal]
Ireland, Robert [external]
Krüger, Paul, 1840-1926 [external]
Giardina, Andrea, 1949- [external]
Titolo supplito:
De gradibus cognationum, Regiones seu Curiosum urbis Romae, De rebus bellicis (estratti)
Titolo uniforme:
De gradibus cognationum Regulae (Ulpianus, Domitius, m. 228), De machinis bellicis, and Curiosum urbis Romae
Nota:
p. 1, De gradibus cognationum; p. 2, Regiones seu Curiosum urbis Romae; p. 3-4, De rebus bellicis.
Lingua:
Latino.
Alfabeto:
Latino.

p. 5-52

Notitia dignitatum omnium, tam civilium quam militarium in partibus Orientis et Occidentis

Locus:
p. 5-52
Altro autore:
Seeck, Otto, 1850-1921 [external]
Valentini, Roberto, 1880-1952 [external]
Zucchetti, Giuseppe [external]
Titolo supplito:
Notitia dignitatum omnium, tam civilium quam militarium in partibus Orientis et Occidentis
Titolo uniforme:
Notitia dignitatum omnium, tam civilium quam militarium
Nota:
alle pp. 48-49 è presente il De montibus, portis et viis urbis Romae (cf. Valentini, Zucchetti, Codice topografico, I p. 296-301).
Lingua:
Latino.
Alfabeto:
Latino.

p. 56-64

De rebus bellicis

Locus:
p. 56-64
Altro autore:
Ireland, Robert [external]
Giardina, Andrea, 1949- [external]
Titolo supplito:
De rebus bellicis
Titolo uniforme:
De machinis bellicis
Lingua:
Latino.
Alfabeto:
Latino.