Iniziale ornata di tipo fito-zoomorfo: la lettera S di Sepe et multum con corpo blu rabescato in biacca e intrecci fitomorfi abitati da piccoli canidi entro uno spazio quadrangolare in foglia d’oro [stessa tipologia di iniziale anche ai ff. 69r, 77r].
Miniatura in campo aperto, a piena pagina, con la rappresentazione di Orfeo musico nel regno animale: uccelli, pantere, leoni, cani, cervi, serpenti, tartarughe e pesci; il canto magico di Orfeo viene ascoltato anche da un gruppo di uomini sulla destra del foglio; la gamma coloristica è basata su tonalità tenui del rosso, blu, ocra e bruno.
Illustrazione in campo aperto, Enea, Didone e Ascanio partecipano alla caccia (Aen. 4, 150-160). L’intera scena è ricalcata su modelli iconografici desunti dai cicli cavallereschi.
Disegno a penna che raffigura un piccolo cagnolino con corona che regge una scala a quattro pioli inserito come riferimento all'emblema scaligero [la stessa raffigurazione si ripete anche oltre, ad esempio ai ff. 19r e 20r].
Iniziale I di Ite umbrosas, all’incipit di Phaedra di Seneca, con corpo violaceo e campo in spessa foglia d’oro, fregio fitomorfo policromo con globi aurei cigliati, istoriata: durante una battuta di caccia con i cani, Ippolito trova la morte trascinato sul suo carro dai cavalli imbizzarriti dopo la visione del mostro marino che fuoriesce dalle onde, in basso a destra. La scena di caccia appare costruita in modo autonomo ed è ricca di particolari, come il cane che ha quasi azzannato la lepre, o il nobile abbigliato di rosso con il falcone poggiato sul braccio, secondo un modello iconografico molto comune. Ippolito sul carro è invece esemplato sulla tradizione figurativa della morte di Fetonte.
Iniziale I di Ite umbrosas con scrittura distintiva, all’incipit di Phaedra di Seneca, su un campo in spessa foglia d’oro e con corpo fito-zoomorfo policromo, istoriata con la morte di Ippolito, riverso sul suo carro trascinato senza meta dai due cavalli imbizzarriti. La scena di caccia al cinghiale in primo piano fa forse riferimento all’attività di Ippolito, al quale si collega probabilmente anche il personaggio che suona l’olifante.