Un'effigie eccentrica
La tavola 228 nel volume Stampe I. 33 conserva un peculiare ritratto di Dante.
Mi chiedo se abbia letto Flaubert e i de Goncourt, o se questa durezza non sia una diretta conseguenza dell’amore per la durezza nato leggendo Dante o, magari, nel suo caso, l’Aquinate.
(Erza Pound in una lettera a John Quinn a proposito di un Ritratto dell’artista da giovane di James Joyce, 18 aprile 1917)
La Bibliotheca chalcographica illustrium virtute atque eruditione in tota Europa [...] (Francofurti: impensis Iohannis Ammonii bibliopola, 1650, incisione a bulino, mm 145x112, mm 190x150) è una importante galleria di ritratti incisi di uomini illustri – umanisti, letterati, medici, giuristi, filosofi, storici, politici, musicisti, teologi, viaggiatori – edita a Francoforte nel 1650 da Johann Ammon (Biblioteca antica e moderna di storia letteraria, pp. 73-74). Si tratta di un’opera di grande portata iniziata da Jean Jacques Boissard, disegnatore, antiquario e poeta di Besançon, il quale trascorse molti anni viaggiando in Europa e in Italia come tutore di giovani nobili, conobbe diverse personalità e raccolse informazioni su molti personaggi (Le Blanc, Manuel de l’amatuer, pp. 412-416; Castan, Jean-Jacques Boissard). Tra il 1597 e il 1598 egli diede alle stampe due tomi, ciascuno composto da cinquanta ritratti incisi da Theodor de Bry e da Robert Boissard (Linzeler, Inventaire du fonds français, pp. 120-165), accompagnati da notizie biografiche, dal titolo Icones virorum illustrium doctrina & eruditione praestantium ad vivum effictae cum eorum vitis.
Seguirono tra il 1598 e il 1599 altri due volumi con testi redatti dall’umanista tedesco Johann Adam Lonicer e incisioni dei figli di de Bry, Johann Theodore de Bry e Johann Israel de Bry. Nel 1650 Johann Ammon pubblicò un quinto tomo che comprendeva le quattro parti già uscite, senza alcuna suddivisione e senza pagine di commento, a cui furono aggiunte 35 incisioni per un totale di 235 immagini. Successivamente il progetto fu proseguito e ampliato grazie alla collaborazione di diversi incisori e stampatori fino a giungere a nove volumi, editi tra il 1652 e il 1669, anno in cui uscì la Bibliotheca Chalcographica, hoc est Virtute et eruditione clarorum Virorum Imagines un’edizione completa dell’opera.
L'originale effigie di Dante, posta quasi in apertura del primo volume, fu collocata invece tra le tavole finali della ristampa del 1650. Il sommo poeta è rappresentato di profilo all’interno di una cornice ovale con lo sguardo fisso dinanzi a sé; rispetto all’iconografia tradizionale appare meno arcigno, dall’aspetto più tornito e il naso adunco risulta smorzato in un contorno che non sembra quasi più caratterizzarlo. I lati della stampa sono riccamente decorati da de Bry con fiori, foglie, cavallette, farfalle e volute in una composizione all’apparenza caotica ma in realtà perfettamente simmetrica (nell'angolo inferiore destro, si legge: Kkk4); il tratteggio orizzontale dello sfondo sembra proseguire al di sotto della cornice ovale creando continuità e saturando lo spazio alle spalle di Dante.
[testo a cura di Manuela Gobbi]