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Viaggiare con Dante

Lo Stilnovo


Il manoscritto Chig. L. VIII. 305 è una raccolta antologica di poeti dello Stilnovo.



[…] e Dante, nel suo grande smarrimento, lanciandosi nell’enorme orbita del suo gigantesco ed elusivo poema, si è limitato a circumnavigare l’amore.

(Rainer Maria Rilke in una lettera ad Annette Kolb, 23 gennaio 1912)


Di formato medio-piccolo, prodotto a Firenze attorno alla metà del Trecento e trascritto da un’unica mano «di esecuzione professionale» (Antonelli, Scheda nr. 133, p. 202; Petrucci, Storia e geografia, p. 1230; Pirovano, Vita nuova, p. 37), oggi riconosciuta nel copista principale del Cento (Rea, Lo Stilnovo secondo Dante, p. 144), il manoscritto è un esemplare particolarmente significativo perché raccoglie i componimenti dei poeti stilnovistici con un punto di vista prossimo «alla prospettiva storiografica e valoriale» teorizzata da Dante nel De vulgari eloquentia e in Purg. XXIV (Antonelli, Scheda nr. 133, p. 203, con bibliografia; da ultimo Rea, Lo Stilnovo secondo Dante, pp. 144-147, con bibliografia).

Il Canzoniere fiorentino è stato poi impiegato come fonte per la compilazione della cosiddetta Raccolta Aragonese, ms. 433 della Biblioteca Casanatense di Roma, degli inizi del XVI secolo, che tramanda il canone poetico toscano elaborato da Lorenzo il Magnifico (Signorini - Antonelli, Scheda nr. 134, pp. 203-204).

f. 1r, incipit della raccolta

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Nella prima sezione del Chigiano (ff. 1r-55v) si avvicendano canzoni e ballate di Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti, Dante e Cino da Pistoia, presentati in ordine cronologico, con l’aggiunta di qualche autore minore (da Lupo degli Uberti a Lapo Gianni); ai sonetti è invece riservata la seconda sezione (ff. 56r-77v), impostata come la prima, sebbene in questo caso Cavalcanti e Dante precedano Guinizzelli (Antonelli, Scheda nr. 133, p. 203), e in essa confluiscano anche esempi del genere comico-realistico, rappresentato tra gli altri da Cecco Angiolieri.

f. 1r, incipit della sezione dedicata alle canzoni - f. 56r, incipit della sezione dedicata ai sonetti

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È chiaro perciò che l’allestimento dell’antologia segua un’impostazione tutt’altro che casuale: che alle canzoni sia assegnato un peso maggiore rispetto ai sonetti – come peraltro accade in raccolte analoghe, romanze e italiane – è dimostrato anche dal fatto che le iniziali filigranate sovramodulate e in grande evidenza visiva segnalano i componimenti dei «quattro Stilnovisti del canone dantesco»: Guinizzelli, Cavalcanti, Dante, Cino (secondo Armando Petrucci, Storia e geografia, p. 1230, il Chigiano è stato confezionato «per un alto committente e destinato a essere miniato»); Dante ha poi una speciale rilevanza, con la Vita nova, alla quale fanno seguito le Rime (Antonelli, Scheda nr. 133, p. 203; Grimaldi, Rime, p. 315; per questioni, tra le altre, relative allo stemma codicum, al rapporto con la Vita nova, agli interventi di Coluccio Salutati, cfr. Pirovano, Il manoscritto Chigiano L VIII 305, pp. 157-221, con bibliografia). Una terza sezione (ff. 78r-84r) è dedicata infine alle canzoni della Scuola siciliana – da Federico II a Rinaldo d’Aquino.

Idealmente, il Chig. L. VIII. 305 costituisce quindi un dittico con il Canzoniere Vaticano, insieme racchiudono infatti l’intera poesia lirica italiana in volgare, prestilnovistica e stilnovistica, e ne fissano il canone, ancora oggi valido.


[a cura di Eva Ponzi]