La memoria rinnovata
La medaglia Md. Uomini Illustri 22. 57. 2 è una celebrazione in metallo di Dante e della Divina Commedia.
D’aria e d’ingegno e di parlar diverso / Per lo toscano suol cercando gía / L’ospite desioso / Dove giaccia colui per lo cui verso / Il meonio cantor non è più solo.
(Giacomo Leopardi, Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze, 1831)
Nel 1842 per rinnovare la memoria dei più valorosi nostri concittadini ed innalzare ad essi un più durevole monumento di gloria, gli incisori Pietro Girometti e Nicola Cerbara decisero di realizzare una serie di medaglie in bronzo, bronzo dorato, argento e oro, celebrative dei più illustri Italiani, intitolata Serie Iconografica Numismatica dei più illustri Italiani, da vendere a collezionisti e appassionati per abbonamento. Nel progetto, che prevedeva cento personaggi ripartiti in varie classi come Pittura, Scultura, Architettura, Musica, Poesia, Letteratura, Matematiche e Scienze Naturali, Scienze Sacre Morali e Civili, Capitani e Autori di Incivilimento, ciascuna di esse avrebbe dovuto recare, al dritto, l’immagine del personaggio e, al rovescio, una epigrafe, all’interno di una corona di alloro, che avrebbe dovuto ricordare l’opera che ha reso quest’ultimo rinomato anche oltre i confini nazionali.
La medaglia celebrativa di Dante Alighieri (bronzo dorato, mm 42,00), la sesta della serie e realizzata da Nicola Cerbara, reca, al dritto, il ritratto del sommo poeta ricavato dall’affresco, dai più ritenuto opera di Giotto o di uno dei suoi più stretti collaboratori, dedicato al Paradiso e scoperto qualche anno prima nella Cappella del Podestà del Palazzo del Bargello a Firenze dove il Sommo Poeta è raffigurato tra gli eletti.
Al rovescio, l’epigrafe, dettata dal padre gesuita Giuseppe Marchi (1795-1860), celebra l’importanza della Divina Commedia dantesca, poiché [Dante] con la potenza del Poema Divino fondò una nuova era.
La serie fu interrotta dalla morte del Girometti nel 1859 (Gennarelli, Belle Arti; Dante Alighieri nelle medaglie, p. 68).
[testo a cura di Eleonora Giampiccolo]