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Viaggiare con Dante

1v-1r: Vat.lat.3199 — L’epistola metrica in 40

Resource type:
Annotation
Manuscript:
Vat.lat.3199
Annotation text:

L’epistola metrica in 40 esametri Ytalie iam certus honos fu composta da Giovanni Boccaccio (1313-1375) per invitare Francesco Petrarca (1304-1374) ad apprezzare il valore della Divina Commedia. L’autore del Canzoniere ebbe infatti un atteggiamento controverso rispetto al poema, con un giudizio sempre oscillante tra l’ammirazione e il ridimensionamento.

In realtà Petrarca conosceva bene l’opera di Dante e, come moltissimi, ne è stato debitore: la critica ha infatti a più riprese individuato nei suoi componimenti scelte formali e lessicali riconducibili alla Commedia. Egli crea tuttavia su questo punto un mito negativo così tenace da spingere Boccaccio, profondo e trasparente estimatore di Dante, a illustrargli le ragioni per tenere invece in grande considerazione le tre cantiche.

Il componimento, dai toni encomiastici, costituisce un vero e proprio paratesto al poema e lo si può perciò rinvenire in manoscritti analoghi, come il Chig. L. V. 176 (peraltro autografo di Boccaccio stesso). Qui tuttavia esso mostra alcune differenze lessicali sulle quali la critica si è a lungo concentrata, offrendo di volta in volta soluzioni diverse al problema.

Annotation tags:
E. Ponzi (edited by)
Section:
[V]dv Boccaccio, Giovanni, 1313-1375 Italie iam certus honos., 1r-78r Dante Alighieri, Divina Commedia., and 1r-25v Dante Alighieri, 1265-1321 Inferno (Dante Alighieri, 1265-1321)

Other annotations on this folio

  • Pagina di incipit alla prima cantica, Inferno, costruita sul dialogo figurativo fra l’iniziale istoriata e, su tre margini, il fregio a bastone bolognese policromo arricchito da foglie d’acanto, elementi zoomorfi, elementi antropomorfi, testine, fioroni e globi aurei.

  • Stemmi: alla banda d’oro accompagnata da una stella d’oro a otto raggi in capo (anche ai ff. 27r, 53r), attualmente non ancora identificati e forse ridipinti a obliterare un blasone precedente.

    Mentre a bas-de-page uno è sorretto da una coppia di putti alati, nel margine superiore l’altro è affiancato da due teste leonine.

  • Iniziale N di Nel mezzo del cammin, all’incipit di Inf. I, istoriata, su campo in foglia d’oro, con corpo in rosa e in blu; nello spazio isolato dalla lettera, l’incontro fra Dante e Virgilio: questi con veemenza lo afferra per il polso, salvandolo così dall’incalzare delle tre fiere infernali.

    L’immagine è priva di qualsiasi riferimento all’ambiente del primo regno ed è invece tutta incentrata sul gesto del poeta latino, calco iconografico dell’analogo gesto che Cristo compie con Adamo nelle scene di Anastasis, la discesa di Cristo agli Inferi. Essa infatti rappresenta il momento, appena dopo la crocifissione e prima della risurrezione, nel quale Gesù salva, portandoli con sé, Adamo ed Eva, Davide e Salomone, Giovanni Battista e tutti quei personaggi dell’Antico Testamento che, pur non avendo potuto conoscere la grazia divina, sono in ogni caso meritevoli del Paradiso.