75r: Barb.lat.4112 — Riquadro miniato all’incipit del
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- Barb.lat.4112
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Riquadro miniato all’incipit del Purgatorio; l’immagine è una rappresentazione molto condensata dei principali temi che percorrono l’intera cantica: Virgilio invita Dante a inginocchiarsi al cospetto di Catone l’Uticense che accoglie entrambi alle soglie dell’Antipurgatorio, rappresentato senza altra definizione se non quella puramente spaziale del primo piano della scena.
- Section:
- 8r-207v Dante Alighieri, 1265-1321 Divina Commedia con rubriche in volgare. and 75r-140v Dante Alighieri, 1265-1321 Purgatorio (Dante Alighieri, 1265-1321)
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Pagina di incipit alla seconda cantica, Purgatorio, costruita sul dialogo figurativo tra il riquadro miniato e l’iniziale decorata, enfatizzata da un fregio fitomorfo policromo arricchito da foglie cuoriformi in lamina metallica aurea.
Come consuetudine nel Medioevo, il sonoro è tutto affidato alla gestualità dei personaggi: Dante in ascolto a braccia conserte; il suo duca che chiede l’intercessione del vir romano, supremo esempio di moralità e di rigore, e questi, ugualmente attraverso la mimica delle mani, gliela accorda; mentre alcune anime purganti stanno implorando l’angelo, regale sul suo monumentale trono marmoreo, a guardia del secondo regno.
Tutto il secondo piano della scena è occupato dalla definizione spaziale del Purgatorio: la montagna a sette cornici sovrapposte, tante quante i peccati capitali – superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria –, ordinati in progressione decrescente, dal più al meno grave, individuati in questo caso attraverso la scrittura, con l’Eden che campeggia al vertice.
Rispetto all’Inferno (f. 8r), l’atmosfera è rischiarata e alleggerita dalla presenza delle quattro stelle di Purg. I (I' mi volsi a man destra, e puosi mente / a l'altro polo, e vidi quattro stelle / non viste mai fuor ch'a la prima gente, vv. 22-24), e dall’estesa campitura in foglia d’oro, probabile allusione al Paradiso.
Come già rilevato per l’incipit della prima cantica (f. 8r), anche in questo caso sono da segnalare alcune peculiarità illustrative: oltre alla già sottolineata nudità di Virgilio, l’immagine qui è stata costruita attraverso la rielaborazione di modelli desunti dall’iconografia sacra, e perciò la guida di Dante, con i capelli lunghi, biondi come la barba, ricorda il Cristo del battesimo nel Giordano; Catone appare ugualmente un calco cristologico, maestoso nelle sue vesti blu e porpora – spesso appunto connotative di Gesù – e qualificato da una aureola raggiata. Un fenomeno che, in questo caso, non ha probabilmente altra ragione se non la mera ripresa di modelli formali preesistenti e riplasmati su un nuovo contesto narrativo.
Iniziale P di Per correr, all’incipit di Purg. I, policroma, fitomorfa, con inserti in foglia d’oro: al suo interno campeggia la navicella dell’ingegno.