Inf. XXIII, ottavo cerchio (Malebolge), sesta bolgia: ipocriti.
Là giù trovammo una gente dipinta / che giva intorno assai con lenti passi, / piangendo e nel sembiante stanca e vinta. / Elli avean cappe con cappucci bassi / dinanzi a li occhi […] / Di fuor dorate son, sì ch'elli abbaglia; / ma dentro tutte piombo, e gravi tanto (Inf. XXIII, vv. 58-62): gli ipocriti procedono stancamente a capo chino sotto cappe splendenti d’oro, ma rivestite di piombo al loro interno. Poco più in là Dante scorge un gruppo di uomini crocifissi a terra, continuamente calpestati dal corteo degli ipocriti: sono Caifas e tutti i membri del Sinedrio che condannarono Gesù.
Contrariamente a quanto aveva affermato Malacoda, nella sesta bolgia tutti i ponti sono distrutti il che rende più difficoltoso per Dante e per Virgilio uscire di lì.