Inf. VIII, quinto cerchio: le porte della città di Dite; gli iracondi nello Stige.
Virgilio e Dante sono di fronte alla città di Dite che sorge, sulle rive dello Stige, con le mura turrite accese di fuoco ([…] Il foco etterno / ch'entro l'affoca le dimostra rosse, Inf. VIII, vv. 73-74); le acque trasportano una nave piccioletta (Inf. VIII, v. 15) guidata da Flegïàs, altro traghettatore infernale, che prende a bordo i due poeti. Quindi esce dal fiume l’ombra di Filippo Argenti che si aggrappa alla barca, ma Virgilio lo respinge mentre abbraccia Dante spaventato; gli iracondi dilaniano nella melma l’ombra di Argenti.