Miniatura tabellare assegnata a Franco dei Russi, a chiusura di Inferno XXIX, ma con l’anticipazione dei contenuti del canto successivo; i falsari della persona, della moneta e della parola si grattano incessantemente oppure giacciono distesi a terra; al centro della scena, in piedi, Gianni Schicchi azzanna Capocchio, dal ventre vistosamente gonfio; sulla destra Mirra, afflitta dall’amore incestuoso per il padre, corre via con le chiome bionde disciolte sulle spalle.