Tutto il secondo piano della scena è occupato dalla definizione spaziale del Purgatorio: la montagna a sette cornici sovrapposte, tante quante i peccati capitali – superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria –, ordinati in progressione decrescente, dal più al meno grave, individuati in questo caso attraverso la scrittura, con l’Eden che campeggia al vertice.