Inf. IV, primo cerchio: i pagani virtuosi nel Limbo.
Ruppemi l'alto sonno ne la testa / un greve truono, sì ch'io mi riscossi / come persona ch'è per forza desta (Inf. IV, vv. 1-3): Dante si risveglia sull’orlo della discesa che porta al primo cerchio. Egli è nel Limbo, il luogo dove, insieme ai bambini non battezzati, si trovano tutti i non cristiani che hanno avuto virtù e meriti (poeti, filosofi, scienziati ecc.); essi sono liberi da qualsiasi pena, ma sono animati dall’impossibile desiderio di vedere Dio. In prossimità di un fuoco che riscalda quell’oscurità, Dante scorge Omero, Orazio, Ovidio e Lucano: solitamente insieme a loro vi è anche Virgilio, che però ora deve guidare il Fiorentino nei primi due regni dell’Aldilà; questi quindi si aggrega al corteo di ingegno poetico: e più d'onore ancora assai mi fenno, / ch'e' sì mi fecer de la loro schiera, / sì ch'io fui sesto tra cotanto senno (Inf. IV, vv. 100-102). Il corteo si avvia verso un castello protetto da un fiume e da sette cerchie murarie nelle quali si aprono sette porte, verso un percorso che conduce a un prato verde: qui Dante incontra genti […] / di grande autorità ne' lor sembianti, vale a dire li spiriti magni (Inf. IV, vv. 112-113 e v. 119) di Enea e di Ettore, di Cesare e di Elettra, di Aristotele, Socrate, Platone e di molti altri.